Data Portability Logo - Parte III

Si è scatenata una vera e propria bufera a seguito della presentazione del nuovo logo Data Portability. Il gruppo di lavoro, fondato a novembre 2007, aveva ricevuto a febbraio una diffida ad utilizzare la prima versione del logo (C&D), in quanto troppo simile ad un altro marchio già registrato da Red Hat. Con l’occasione di dover sviluppare un nuovo logo, era stato indetto un concorso aperto a tutti. Il pubblico era stato quindi invitato a votare una delle 15 proposte finaliste e il vincitore era stato accolto più o meno favorevolmente dalla comunità che aveva partecipato all’iniziativa.

C’era persino chi si era messo a stampare gli stickers brandizzati con il nuovo logo, quando dopo appena 2 settimane la Vivendi Mobile Entertainment ha inviato una nuova diffida. La motivazione era la medesima: ZAOZA, uno dei servizi di P2P offerti dal gruppo, non può permettersi di vedere replicato il proprio marchio da un’organizzazione che opera, oltretutto, nello stesso settore.


Trademark Logo Infringement Letter - Get more documents

A ragione, quelli di Data Portability non sembrano avere alcuna intenzione di impuntarsi, considerando che una disputa legale di questo tipo non farebbe altro che distogliere l’attenzione del pubblico dalla loro vera missione.

Come ha dichiarato Chris Saad, uno dei fondatori del progetto Data Portability: “We’re going to speak with our lawyers, tweak it slightly and move on. These C&D tactics are really disappointing and counterproductive… We’d really rather everyone focused on the Technical Best Practice Drafts we released last week”.

Sembra invece probabile che si ripeschi una delle 15 proposte arrivate in finale nella speranza che tutto si queti e che si possa presto ricominciare a parlare di come realizzare concretamente la portabilità dei dati personali online.

Nel frattempo, su Techcrunch i commenti velenosi su come è stata gestita la faccenda si sono sprecati e c’è persino chi accusa l’organizzazione di aver peccato di superficialità nella selezione del logo.

Il sottoscritto, che aveva votato per un’altro logo, non si scompone e confida che la sua preferenza possa essere presto ripescata.