Universal McCann ha recentemente pubblicato i risultati di una ricerca volta ad indagare il fenomeno secondo il quale, grazie ad Internet, siamo diventati tutti, in qualche modo, “influencers”.
Che cosa vorrebbe dire? … in pratica che:
- Anyone can influence anyone
- Friendship is no longer local or face to face
- Everybody is an influencer
- New super influencers rise above the mass
- The new influence ecosystem has fundamentally changed how we buy products and services
… e in soldoni cosa significa per il mio business? beh… per cominciare, iniziamoci a porci qualche sempplice domanda:
- Who is the influencer in your business category?
- What marketing communications work for your influencers?
- What they do online?
- What they create, what they view, what they share?
- What does it mean for your marketing communications?
- What are the implications for your business?
Considerazioni apparentemente scontate, ma che sembrano fondarsi su una solida base di dati, raccolti tra oltre 17,000 active internet users in ben 29 paesi in tutto il mondo (Italia compresa).
Dimenticavo, il documento è anche stato impaginato in modo divertente ed è ben strutturato, fatta eccezione per qualche refuso qua e là e l’assenza di un executive summary…
Ne volete una copia? La ricerca in formato pdf è scaricabile liberamente qui.
Alcuni sostengono che sia stato Karl Rove ad inventarsi questa strategia denigratoria dell’avversario, così in voga nelle ultime edizioni della competizione elettorale negli Stati Uniti.
Eppure anche da noi questa tattica (chiamarla strategia mi sembra un po’ avventato), che vede i candidati impegnati a screditarsi l’un l’altro, senza esclusione di colmpi, facendo a gara a chi la spara più grossa, è ben nota e ha contribuito pesantemente a far scadere la qualità del dibattito politico nostrano.
Persino “Barack il buono”, che, per il posizionamento scelto, si è voluto proporre come peacekeeper, un presidente per tutti, non si è lasciato sfuggire l’opportunità di tirare qualche colpo basso al suo contendente.
Insomma, degli arcinoti vizi proprio della “società ipermediatizzata”, forse, non ce ne libereremo mai. Quel che potremmo fare, però, sarebbe di riconoscere almeno che, in prospetttiva, si tratta di un gioco al ribasso per tutti, un “lose-lose” che davvero non possiamo permetterci.
Il grande poeta del Ventesimo secolo Christopher Wallace, anche conosciuto come Biggie Smalls, è riuscito ad esprimere come nessun altro prima una grande verità:
You’re Nobody, Till Somebody, Kills You…
by Christopher Wallace
Questa è la storia di uno show di successo, al quale era toccata una sorte ingrata. Ingiustamente cancellato dal palinsesto della CBC, Search Engine, il capolavoro di Jesse Brown, è resuscitato per volere del suo affezionatissimo audiece sparso per il mondo.
Devo ammetere che c’ero rimasto un po’ male scoprendo che avrei perso uno di miei podcast preferiti e, come me, se la devono essere presa un sacco di altre persone. Centinaia di fans si sono quindi attivati creado facebook groups per salvere il programma. Sono state distribuite magliette con la scritta “Free Jesse T-Shirt” e la faccia del condutture (thumbnail del podcast) stampata sopra. C’è stato persino chi si è messo a telefonare al boss di Jesse, responsabile della editoriale della testata, per chiedergli di reitrodurre il programma.
Insomma, inprevedibilemnte è nato un movimento spontaneo, una specie di grassroots campaign capace di scardinare definitivamente le tradizionali logiche delle emittenti broadcasting.
Se per tutta la prima serie di Search Engine, al pubblico è stato riconosciuto il diritto di interagire con la redazione commentato ogni puntata sul blog e suggerendo nuovi contenuti, per questa nuova serie la responsabilità della messa in onda è stata demandata allo stesso audience.
L’approccio “We talk, you listen” è oramai morto e sepolto e, per il futuro, è forse possibile immaginarsi ulteriori progressi in tal senso, magari, con l’introduzione di palinsesti autogestiti?
Quello che ci vuole è una rivoluzione democratico-partecipativa nell’industria dell’informazione e dell’intrattenimento di massa e Search Engine non è altro che un primo esempio lampante di quello che sta per accadere.