Qualche tempo fa, per via di un progetto che stavo seguendo, mi sono trovato a dover riordinare un po’ le idee riguardo alla metodologia da seguire per entrare in contatto con la community di bloggers per conto di un’agenzia o di un’azienda.
La prima cosa che mi è venuta in mente è che non si può pensare di definire una vera e propria metodologia, perché sarebbe un po’ come proporre una guida su come intrattenere relazioni e fare amicizia tra persone nella vita quotidiana. Insomma, qualcosa di decisamente innaturale e profondamente infondato.
Allora mi sono chiesto se, comunque, si poteva definire un ipotetico percorso, utile solo per fornire qualche indicazione generale e senza alcuna pretesa di essere universalmente applicabile in qualsiasi circostanza. Anzi la premessa dovrebbe essere proprio quella di tener sempre conto delle esigenze particolari di ogni situazione, per adeguare il proprio approccio all’occorrenza.
Qui sotto una schematica rappresentazione di questo percorso. A ogni step sono associate alcune considerazioni utili per determinare l’approccio da seguire.
1) Individuare il/i soggetto/i con i quali ci interessa entrare in contatto:
- come: ascoltando quel che le voci della blogosfera hanno da dire
- capire: a) chi sono e perché si interessano di quel certo argomento; b) cosa hanno da dire relativamente alla questione di nostro interesse, su quali aspetti in particolare prestano attenzione; c) come ne parlano, qual’è il loro orientamento.
2) Pre-stabilire una relazione con il/i blogger/s:
- partecipando alla conversazione in modo trasparente, senza mascherare chi siamo o la nostra posizione
- preferire un linguaggio informale
- utilizzare i canali preferiti dal blogger per essere contattato
- due paroline chiave: trackbacks and comments
- tenere sempre a mente che: a) i blogger trattano con passione degli argomenti che stanno loro a cuore, e per questo potrebbero assumere posizioni “estreme”, diciamo da puristi in materia; b) i blogger sono generalmente esperti e non apprezzano quelli che si improvvisano tali per ingaggiare un confronto alla pari.
3) Ri-proporsi:
- offrendo un’opportunità di confronto che possa essere di interesse per entrambe le parti
- senza chiedere nulla in cambio
- nel caso si tratti di un comunicato stampa, fornire loro una sintesi, magari personalizzandola anche (spesso si preferisce menzionare un permalink ad un comunicato stampa online, per dedicarsi al commento, piuttosto che copiarlo ed incollarlo come fanno molti giornalisti)
- raccontate una storia, perché è quello che interessa alla blogosfera e perché se non ci penserete voi, ci penserà qualcun altro…
- qualora ci fosse la possibilità per un blogger di ricevere in prova servizi o prodotti, mettere bene in chiaro quali sono le condizioni per non dare adito ad insinuazioni di sorta…
4) Non mollare:
- le ragioni per le quali un blogger non prende in considerazione l’opportunità che gli viene offerta possono essere molteplici. Quel che bisogna fare sarà: capire se ci sono stati errori e, in caso, correggerli in vista della prossima occasione. Inoltre, assicurarsi che il blogger non abbia effettivamente parlato di quello che gli avete proposto e, per assicurarsene, non c’è modo migliore che leggere VERAMENTE il suo blog.
Blogger Relations vs. Blogger Relationships:
In generale, chi scrive su un blog non è, di solito, un professionista dell’informazione. Non si sente in dovere di riportare tutte le notizie che gli passano sotto gli occhi, a meno che non siano di suo interesse, a meno che non lo appassionino.
Lo stesso ragionamento varrà anche per la lettura di e-mail da sconosciuti, che potrebbero passare in secondo piano rispetto a quelle di persone con le quali si è consolidato un qualche legame di conoscenza o, ancor meglio, di amicizia.
In qualche modo è possibile sostenere che il concetto di “relationship” rappresenta il fulcro sul quale poggia la blogosfera e ne è forse il valore maggiormente percepito dagli utenti stessi; mentre quello di “relation” poteva funzionare in un contesto “più tradizionalmente giornalistico”, decisamente più impersonale, che poteva contare su una più precisa distinzione dei ruoli (anche se poi un rapporto di fiducia e rispetto tra i responsabili di media relations e i giornalisti è sempre stato di fondamentale importanza).
Partecipando alle discussioni che hanno luogo sui blog è possibile incontrare persone, confrontarsi con punti di vista alternativi, che non sarebbe mai stato possibile conoscere se ci fossimo limitati ai canali di interazioni estranei alla rete. Questi incontri virtuali possono, anzi, devono offrire l’opportunità di instaurare nuovi legami con persone che condividono i nostri stessi interessi e passioni.
In conclusione, dal momento che prima di appuntare queste riflessioni, mi sono letto qualche tonnellata di posts altrui per orientarmi un pochino, vi riporto alcuni di quelli che mi sono stati più utili.
Buona lettura!
PS. chiunque avesse ulteriori riferimenti sull’argomento, si potrebbe far benvolere aggiungendo a commento i link che vuole condividere.
Chiunque frequenti assiduamente la rete, alla continua ricerca di informazioni su quel che accade online, si limita spesso, troppo spesso, ad ascoltare le solite 4 voci note. Eppure in un mondo oramai globalizzato, il world wide web andrebbe considerato nella sua interezza, tenendo sempre a mente il ben noto Butterfly Effect (citato come al solito a sproposito…)
Insomma, dall’altra parte del globo, due giovani report web 2.0 (ovviamente indigeni, che parlano però un discreto inglese, per fortuna…) ci raccontano quel che accade nel lontano oriente. Il video-podcast si chiama “The Geek Goddess Show”, è stato inaugurato meno di un mesetto fa e siamo già arrivati al terzo episodio. Si parla di ruggenti social networks, MMOG in rapida ascesa e tante altre start-up di successo, tutto ovviamente made in China.
Mancano appena 14 giorni alla keynote di Steve Jobs, che inaugurerà il prossimo WWDC ‘08 presentando il tanto agognato iPhone 3G e tante altre meraviglie dal mondo Apple. In attesa di un evento che si prevede possa rivoluzionare l’accesso mobile a Internet, e di tante altre release, dalle quali ci si aspetta ancora di meglio, una miriade di piccole sperimentazioni fioriscono in giro per la rete…
Su VentureBeat.com, un’eccezionale fonte di gossip su start-up ruggenti e investitori coraggiosi, si è parlato recentemente di progetti come Whrrl, un fortunato mash-up tra social networking, microblogging e Google Maps, e altre iniziative simili come Yelp, Fire Eagle, Bright Kite e Loopt.
Assieme a quelli su citati, mi vengono in mente anche altri location-based social networks come Plazes e Dopplr e chissà quanti nuovi servizi spunteranno con il diffondersi del iPhone 3G e simili.
Alla base di queste micro-comunità online, vi è l’idea di poter superare la mera virtualità del social networking, almeno per come lo conosciamo oggi, e di instaurare un legame con il territorio e con le comunità locali. Grazie ad un account Whrrl sarà possibile condividere la nostra posizione in tempo reale, taggado e commentando la location dove ci troviamo. Inoltre, avvalendosi dei dispositivi mobile di nuova generazione con funzionalità GPS, la localizzazione potrà essere automatizzata e l’utilizzo di questi location-based social networks sarà ancora più semplice ed immediato.
Su tutti sembra che sia proprio Whrrl ad aver attirato l’attenzione degli investitori:
Whrrl gets an important ally: T-Mobile. Deutsche Telekom’s venture capital arm, T-Mobile Venture Fund led this latest Series B round. T-Mobile’s support validates the service, said Jeff Holden, chief executive and co-founder of Pelago, Whrrl’s parent. T-Mobile and Indian venture fund Reliance Technology Ventures (RTVL), which also participated in the round, will be important in helping the service expand globally, Holden said.
E se… Fantasticando… Facebook se la facesse con Whrll? O ancora meglio, Dopplr con LinkedIn?
Chissà, forse, un giorno…
Di ritorno dal teatro Ambra Jovinelli, dove si è appena conclusa la presentazione di Current TV, il canale televisivo VC2 (Viewer Created Content) voluto da Al Gore e Joel Hyatt e trasmesso sia via web che su satellite, mi accingo a postare le mie impressioni di un evento che credo/spero possa segnare una svolta per il mercato dell’informazione nostrano.
La sala era piena e l’atmosfera effervescente. Credo anche di aver riconosciuto qualche blogger in platea e ammetto che mi ha fatto un po’ impressione incontrare facce reali provenienti dal mondo virtuale della rete… Niente di troppo impressionante ovviamente, ma è stato un po’ come provare la sensazione di quando incontri per strada un vip del tubo catodico e rimani scioccato perché ti vengono in mente cose del tipo: “ma è proprio uguale a come appare in televisione”, “certo che è irriconoscibile quello”, “me lo immaginavo diverso però…”, ecc..
Insomma, l’organizzazione ha funzionato bene, anche se forse qualche domanda è stata un po’ ripetitiva e la traduzione in differita era un po’ noiosa (comunque nulla da rimproverare all’interprete che ha svolto un eccellente lavoro).
A proposito, di domande, come spesso accade in questo genere di occasioni (la rete è un’altra cosa…), ce ne sono state, anche di molto azzeccate, ma non tutti hanno avuto modo di esprimersi e neanche io sono riuscito a formulare il mio quesito ad Al. Dimenticavo, per chi non lo sapesse, all’evento è stato presente Al Gore in persona!!! Si, proprio lui, ex vice presidente degli Stati Uniti e vincitore del Premio Nobel per la Pace, assieme a Marc Goldman, direttore operazioni Current tv, Tommaso Tessarolo, direttore Current Italia e Marco Montemagno, blogger e conduttore televisivo. Dicevamo… Ah sì, ecco, sfortunatamente anche io non sono riuscito a esporre la mia domanda e colgo l’occasione di questo post per chiedere ad Al (se ci segue, ma ne dubito fortemente…) e a tutti i lettori di S.T. cosa ne pensate: La mia domanda su Current TV
Da quando uso Internet, prima come navigatore e poi come blogger e produttore di contenuti digitali, mi sono subito reso conto che la rete era accogliente come una grande casa dove fruitori e produttori di contenuti erano ben accetti senza distinzioni di sorta. Proverò a spiegarmi meglio. Internet sembrava ai miei occhi un po’ come un loft, un open space dove le informazioni circolavano liberamente, a tutto vantaggio di una reale democratizzazione della società globalizzata.
Con il tempo mi sono però reso conto che il web non era così “open” come poteva apparire. L’Internet che conoscevo io, sta diventando sempre di più una “Intranet”, nel senso che in giro per il mondo sono presenti non una, ma tante Internet, almeno una per ogni interesse governativo/aziendale che deve essere tutelato.
Cintiamo per esempio il conclamato caso cinese dei siti oscurati per volere del governo, il quale non sembra ancora aver riconosciuto al suo popolo alcuni diritti fondamentali come quello di informazione e di libera espressione… Ci sono poi alcune imprese che negli Stati Uniti (ma non solo…) stanno spingendo perché si passi da un controllo indipendente della rete, ad uno “privatizzato”, a discapito di quanti, non potendosi permettere di pagare abbastanza per un accesso di qualità ai propri siti web, sarebbero costretti a veder pian piano svanire i loro visitatori.
Da qualche tempo a questa parte però, è sorto un movimento che si pone come obiettivo quello di preservare l’indipendenza della rete. La campagna che stanno promuovendo si chiama Net Neutrality e, almeno fino ad oggi, i così detti mainstream media non si sono interessati della questione, lasciando nell’oscurità un tema di fondamentale importanza per il futuro di Internet, mettendo a rischio la democrazia nel mondo e, non ultimo, il successo del progetto Current TV.
Allora, caro Al, come credi che Current TV debba porsi nei confronti di questi temi e quanto la questione sollevata dalla campagna Net Neutrality dovrebbe essere trattata da voi/noi attraverso questo nuovo canale di comunicazione di massa?
Effettivamente la domanda era un po’ lunga, ma credo che l’occasione si prestasse per affrontare anche questi temi. Spero comunque che qualcuno si faccia sentire per esprimere la sua opinione, magari in una delle tante conversazioni che si intratterranno nei prossimi gg per commentare la giornata inaugurale di Current TV
Nella speranza di sentire altre voci, ho postato il mio quesito anche qui e qui. Restiamo in attesa per vedere che cosa succede…
Quest’oggi. a Roma, presso il centro Roma-Eventi, si è tenuto il seminario organizzato da Digital PR, Il nuovo potere dei consumatori sul web. Non avendo potuto partecipare direttamente all’evento, mi sono tenuto comunque aggiornato seguendo il Live Blogging presente su Business & Blog, il blog ufficiale di Digital PR.
Come dicevo, grazie all’eccezionale servizio di Live Blogging di Vincenzo Cosenza (Digital PR) chiunque ha avuto la possibilità non solo di seguire, ma anche di participare attivamente all’evento, intervenendo, quando possibile, con domande ai relatori. Gli spettatori sono stati numenrosi e la conversazione vivace, se pur nei limiti imposti dal canale utilizzato. C’è stato persino chi, anticipando tutti, ha postato in diretta, espandendo ulterirmente lo scenario, tra reale e digitale, entro il quale aveva luogo il dibattito.
Con il rammarico di non aver potuto prender parte all’evento, mi complimento comunque con l’organizzazione, che ha fatto veramente un eccellente lavoro. Resto in attesa di vedere pubblicata l’annuale ricerca sulle comunità online condotto da Digital PR, che è stata presentata durante il seminario da Paolo Guadagni (Presidente e AD di Digital PR) e di osservare le varie conversazioni che seguiranno a commento della giornata.
Per chiunque fosse interessato ad una cronaca in differita, qui trovate archiviato Live Blogging dell’evento.