L’altra sera non ho resistito e mi sono concesso una scappatella lumiere per non lasciarmi sfuggire l’ennesimo episodio della saga dell’omino verde più irascibile che conosca… Stavolta però si trattava di qualcosa di diverso rispetto all’episodio precedente. Non un vero e proprio sequel. A dirigere la cinepresa Louis Leterrier, che prende il posto di Ang Lee, e il sempre egregio Edward Norton si cimenta con il lato umano dell’eroe, quello interpretato dal Bill Bixby nell’indimenticabile serie televisiva degli anni ‘80. A sostituire Lou Ferrigno ci pensano gli abbondanti effetti speciali, impeccabili anche per questa seconda produzione della Marvel (la prima era il recente Iron Man, con Robert Downey Jr, che compare anche in quest’altra pellicola, lasciando presagire un suo ritorno in Hulk parte III).
Io, invece, mi limiterò a esprimere il mio giudizio generalmente positivo su quello che ho visto. Stavolta sembra che si siano ispirati maggiormente alla serie televisiva, piuttosto che al fumetto. Gli elementi in comune non mancano. Ad esempio, la locandina ufficiale del film riprende decisamente l’idea della difficile convivenza delle due anime (umana e sovra-umana) del dottor Banner; le discrete comparse dei rispettivi protagonisti della serie tv non lasciano alcun dubbio; così come l’utilizzo, se pur limitato, del commuovente assolo di pianoforte di Joe Harnell. Avrei preferito, forse, che si seguisse un approccio narrativo ancora più vicino alle atmosfere del telefilm, caratterizzato da ritmi più lenti e da toni decisamente più malinconici, ma forse si tratta solo di nostalgia per le ore spese davanti alla tv quando ero piccolo, e questa pellicola va bene così com’è…
Insomma, un film senza troppe pretese, divertente, che vi consiglio sinceramente di non perdere.
Ieri sono finalmente riuscito a vedere il nuovo film di Michel Gondry, “Be Kind Rewind”.
Se mi è piaciuto?
Diciamo che avevo sentito dire un gran bene del regista, che si era già cimentato con due pellicole di grande successo, come Eternal Sunshine of the Spotless Mind e La science des rêves, che però non avevo mai visto. Poi sapevo che Jack Black aveva una parte rilevante e così mi aspettavo di ridere per la sua comicità solitamente demenziale.
E invece…
Per usare un’espressione a me molto cara, “Be Kind Rewind” è uno di quei film che “ti crescono dentro”…
E sì, perché una volta usciti dalla sala o lo liquidi facilmente dicendo:
“un po’ strambo, anche se quando si sono messi a fare il ramake di Gosthbosters mi sono veramente tagliato…”
oppure, ci rifletti un po’ su e riconosci che “Be Kind ReMind” è molto di più.
Con una storia apparentemente leggera e sconclusionata, Gondry mira a risvegliare l’indole naturalmente creativa dello spettatore. Raccontandoci le “peripazie” di due giovani ragazzi che si improvvisano filmaker per salvare dal fallimento una piccola videoteca nella provincia di NY, l’autore sembra voler denunciare, più o meno esplicitamente, l’apatia creativa degli uomini, soggiogati dall’intrattenimento di massa. La piccola comunità, che abitualmente si rifornisce di classici Hollywoodiani presso la videoteca di Mr. Fletcher, non si fa sfuggire l’occasione di dare libero sfogo alla propria voglia di protagonismo e così, alla prima occasione, scopre che è possibile divertirsi enormemente di più come intrattenitori di noi stessi, risvegliando quell’intelligenza creativa che ci contraddistingue come animali pensanti.
Insomma, questo storia un po’ surreale è, a mio modesto avviso:
- un toccasana rivitalizzante per le nostre menti offuscate, vittime della passività consumistica così tipica dell’intrattenimento moderno (chi l’ha mai detto che bisogna smettere di giocare?)
- un inno alla gioia del lavoro di gruppo, quando animato dalla più genuina voglia di partecipare.
- l’ennesima conferma che la rivoluzione digitale, Internet e i così detti User Generated Content ci offrono un’opportunità straordinaria per riscoprirci “creativi”, tutti!
Ovviamente, per questo film non poteva mancare una campagna di lancio in pieno stile Web 2.0 con tanto di Sweded Trailer, “maroccato” dallo stesso Gondry e l’invito a maroccarne tanti altri.