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Glow, the first national schools intranet

Qualche tempo fa avevamo parlato di come l’educazione, a tutti i livelli, si possa avvantaggiare di Internet e, più in generale, degli strumenti offerti dalle ICT, per meglio soddisfare le esigenze di studenti in tutto il mondo. Oggi leggendo un articolo sul Times scopro che in Scozia si stanno facendo progressi da giganti a questo riguardo e di recente è stata presentata la prima Intranet dedicata all’istruzione di un’intera nazione.

Il progetto è decisamente impegnativo, se consideriamo che è costato sino a questo momento oltre 75 milioni di dollari e che ci sono venuti ben 4 anni per realizzarlo. Ecco come se viene raccontato dal sito ufficiale:

Which are Glow’s goals:

  • Glow enables innovation in teaching approaches by offering unique learning opportunities.
  • Glow helps motivate young people to work independently and collaboratively.
  • Glow supports individualised learning, allowing for personalisation and choice.
  • Glow provides children and young people with relevance in their learning.

What Glow will provide

  • A trusted and safe environment for pupils, teachers and parents.
  • An area to create personalised programmes of work and share curricular resources.
  • A variety of online tools to enhance learning experiences.
  • Virtual learning to share information and take part in a lesson.
  • Tools to enable you to communicate and collaborate across the network.

Non c’è che dire, senz’altro in un sistema scolastico arretrato come il nostro, un’iniziativa simile potrebbe contribuire significativamente a stimolare professori e studenti. Difatti, tra le tante cose di cui l’istruzione italiana ha certamente bisogno c’è sicuramente l’esigenza di stimolare una diffusa aspirazione al cambiamento, per accogliere un futuro che è oramai dietro l’angolo.

Penso al potenziale che avrebbe per il settore nel suo insieme, il fatto di poter contare su iniziative sperimentali, anche solo a livello locale, che abbiano però luogo al Nord, così come al Sud. Mi auguro che si presentino presto esempi di best practices nostrani a tutti i livelli della “filiera formativa”.

Gli approcci potrebbero essere molteplici, non solo pubblici al 100%, e le aziende dovrebbero certamente guardare con attenzione gli sviluppi del settore, che potrebbe offrire loro ghiotte occasioni di business. Avete mai sentito parlare, per caso, di BusRadio?

Supercool School IBR Classes

Quando frequentavo il Metropolitan College alla BU, mi ricordo che uno dei corsi che mi aveva appassionato di più era quello del prof. Harry Costin, Developing, Implementing, and Organizing for New Products and Services. La prova finale, prevedeva lo sviluppo, se pur in forma embrionale, di una sorta di business plan, che descrivesse il nostro progetto di “business innovativo”.
Quando ci toccò di eleggere democraticamente l’idea da seguire, proposi di realizzare una piattaforma di social networking che offrisse servizi innovativi di e-learning, ma non solo, a studenti e professori universitari. L’idea fu apprezzata e il team fu premiato con un bel voto.
A quel tempo Facebook non era il colosso che conosciamo oggi, era appena stato fondato e l’accesso era limitato a università e aziende, ma comunque rappresentava un modello cui ispirarsi per innovare i tanti ambiti dell’interazione sociale (famiglia, scuola, lavoro…).
Oggi ho scoperto un’interessante applicazione grazie alla quale è possibile seguire dei veri e propri corsi online, avvalendosi della medesima piattaforma di social networking che, nel frattempo, ha raggiunto dimensioni un tempo impensabili.

Si chiama Supercool School, date un occhio qui sotto.

Martedì prossimo avrò occasione di sperimentare il servizio seguendo il corso introduttivo al progetto Internet Bill of Rights (IBR) tenuto Robert Guerra, un’autorità tra i promotori di quest’iniziativa. Se siete anche voi interessati a testare Supercool School o sei volete saperne di più sul progetto IBR, l’iscrizione è gratuita.