Qualche tempo fa avevamo parlato di come l’educazione, a tutti i livelli, si possa avvantaggiare di Internet e, più in generale, degli strumenti offerti dalle ICT, per meglio soddisfare le esigenze di studenti in tutto il mondo. Oggi leggendo un articolo sul Times scopro che in Scozia si stanno facendo progressi da giganti a questo riguardo e di recente è stata presentata la prima Intranet dedicata all’istruzione di un’intera nazione.
Il progetto è decisamente impegnativo, se consideriamo che è costato sino a questo momento oltre 75 milioni di dollari e che ci sono venuti ben 4 anni per realizzarlo. Ecco come se viene raccontato dal sito ufficiale:
Which are Glow’s goals:
Glow enables innovation in teaching approaches by offering unique learning opportunities.
Glow helps motivate young people to work independently and collaboratively.
Glow supports individualised learning, allowing for personalisation and choice.
Glow provides children and young people with relevance in their learning.
What Glow will provide
A trusted and safe environment for pupils, teachers and parents.
An area to create personalised programmes of work and share curricular resources.
A variety of online tools to enhance learning experiences.
Virtual learning to share information and take part in a lesson.
Tools to enable you to communicate and collaborate across the network.
Non c’è che dire, senz’altro in un sistema scolastico arretrato come il nostro, un’iniziativa simile potrebbe contribuire significativamente a stimolare professori e studenti. Difatti, tra le tante cose di cui l’istruzione italiana ha certamente bisogno c’è sicuramente l’esigenza di stimolare una diffusa aspirazione al cambiamento, per accogliere un futuro che è oramai dietro l’angolo.
Penso al potenziale che avrebbe per il settore nel suo insieme, il fatto di poter contare su iniziative sperimentali, anche solo a livello locale, che abbiano però luogo al Nord, così come al Sud. Mi auguro che si presentino presto esempi di best practices nostrani a tutti i livelli della “filiera formativa”.
Gli approcci potrebbero essere molteplici, non solo pubblici al 100%, e le aziende dovrebbero certamente guardare con attenzione gli sviluppi del settore, che potrebbe offrire loro ghiotte occasioni di business. Avete mai sentito parlare, per caso, di BusRadio?
Durante la relazione annuale (2007) al Parlamento, tenutasi ieri mattina, il Garante per la Protezione dei Dati Personali, Francesco Pizzetti, ha rivolto un appello accorato alle istituzioni ed alle aziende, le quali devono adeguare il loro operato alle esigenze di cautela e riservatezza relative alla gestione dei dati personali di cittadini e consumatori.
La sollecitazione aveva un che di retorico e, allora, rivolgendosi ai cittadini/consumatori, nel corso di un discorso variamente articolato ed infarcito con massicce dosi di politichese, si è raccomandato che ciascuno tenga alta la guardia, per tutelare i propri interessi di riservatezza.
Pizzetta parla di giovani “nativi di Internet” forse inconsapevoli dei rischi e della portata di certi comportamenti. Parla di Google e delle possibili derive di innovazioni senza dubbio utili come la localizzazione geo-satellitare, ma parla anche di social networks, da Youtube a Myspace, Facebook, Asmallworld, che “consentono a milioni e milioni di persone di scambiarsi notizie, informazioni, immagini, destinate poi a restare per sempre sulla rete. Il che può determinare in futuro, specie nel momento dell’accesso al lavoro, rischi anche gravi per giovani e giovanissimi, che spesso usano queste tecnologie con spensieratezza e inconsapevolezza”.
Ma la questione è ben più complessa e le potenziali ricadute sul piano della Privacy, assai più pericolose. Difatti, i vari ambienti virtuali, che milioni di persone frequentano quotidianamente, non detengono semplicemente un archivio di fotografie, chat, video scambiati dagli utenti. Bensì, questi soggetti acquisiscono e consolidano un vantaggio competitivo nei confronti dei rispettivi competitors, quanto più riescono ad attirare nuova utenza e, sopratutto, a fornirne un profilo ai potenziali investitori pubblicitari. La riflessione del Garante dovrebbe, a mio avviso, rivolgersi proprio a questo, cercando di chiarire se ci siano o meno dei pericoli concreti generati dall’operato di questa nuova tipologia di imprese, che ha a sua disposizione strumenti di raccolta dati ed analisi del comportamento dei consumatori inediti grazie a Internet.
L’interminabile saga di fusioni e acquisizioni perpetrate dai colossi della rete, quando potrà incorrere in conflitto con le politiche volte a garantire la tutela dei diritti del cittadino sui propri dati personali?
In che modo il Garante dovrebbe fornire una propria interpretazione della filiera di produzione di servizi relativi all’industria del social networking?
A tal riguardo sarebbe molto interessante sapere se il Garante stia seguendo alcune delle sperimentazioni in corso, che si prevede possano rivoluzionare l’attuale scenario relativo alla gestione dei dati personali online.
GENRE
Internet based Virtual World vs. Virtual World
OS Win vs. Win-Mac-Lin
RELEASE
May 8, 2008 vs. June 23, 2005
MEDIA
plugin browser (Explorer-Firefox) vs. Secon Life Applications Pack
INTEGRATION WITH THE INTERNET
integrated (embedded contents in/out + url) vs. Not-integrated
HANDS DOWN
very easy to use vs. easy to use
CUSTOMIZABLE
programming not allowed vs. programming allowed
INPUT
keyboard, mouse vs. keyboard, mouse, gamepad, 3Dconnexion space navigator.
COMMUNICATION AMONG AVATARS IM + body language vs. IM + body language
AVATARS LIVE PRESENCE
up to 20 in the same room vs. (in theory) class 5 sims up to 100
CURRENCY
no-currency vs. L$
“PHILOSOPHY”
“A while ago, I looked around the social web and wished that it could be less static,” explained Google engineering manager Niniane Wang
vs.
“It’s our mission to connect us all to an online world that advances the human condition”, official mission statement published on the Linden Labs’ website.
Quando frequentavo il Metropolitan College alla BU, mi ricordo che uno dei corsi che mi aveva appassionato di più era quello del prof. Harry Costin, Developing, Implementing, and Organizing for New Products and Services. La prova finale, prevedeva lo sviluppo, se pur in forma embrionale, di una sorta di business plan, che descrivesse il nostro progetto di “business innovativo”.
Quando ci toccò di eleggere democraticamente l’idea da seguire, proposi di realizzare una piattaforma di social networking che offrisse servizi innovativi di e-learning, ma non solo, a studenti e professori universitari. L’idea fu apprezzata e il team fu premiato con un bel voto.
A quel tempo Facebook non era il colosso che conosciamo oggi, era appena stato fondato e l’accesso era limitato a università e aziende, ma comunque rappresentava un modello cui ispirarsi per innovare i tanti ambiti dell’interazione sociale (famiglia, scuola, lavoro…).
Oggi ho scoperto un’interessante applicazione grazie alla quale è possibile seguire dei veri e propri corsi online, avvalendosi della medesima piattaforma di social networking che, nel frattempo, ha raggiunto dimensioni un tempo impensabili.
Si chiama Supercool School, date un occhio qui sotto.
Martedì prossimo avrò occasione di sperimentare il servizio seguendo il corso introduttivo al progetto Internet Bill of Rights (IBR) tenuto Robert Guerra, un’autorità tra i promotori di quest’iniziativa. Se siete anche voi interessati a testare Supercool School o sei volete saperne di più sul progetto IBR, l’iscrizione è gratuita.
Loopt, uno di quei location-based social network, è alla ricerca di popolarità, per accaparrarsi nuovi clienti e calvalcare l’onda di alcune release che si prevede rivitalizzeranno il mercato (sempre più difficile da delimitare) dei servizi di social networking. Su tutte, ovviamente, quella del nuovo iPhonne 3G con GPS integrato (d-2!!!).
Per farsi conoscere un po’ si affida a una campagna di video virali diffusa su YouTube, Facebook, TaxiTV e WABC-TV.
Lo spot non era sufficiente per rendere l’idea, così Loopt ha anche co-prodotto una web-serie con Black20, nella quale il giovane David Price girovaga per NY avvalendosi dei prodigiosi servizi del local-based social network:
From the streets and neighborhoods of New York City, to his comfortable spot behind the desk, Dave gives you what you love in the middle of the night, in the middle of the day.
Per rifletterci un pò su, Greg Sterling su Local Mobile Search ci offre qualche interessante spunto, presentandoci alcuni risultati di una ricerca condotta da LMS/Multiplied Media.
L’iPhone 3G, che sarà disponibile nei negozi questo venerdì, risolverà alcune di queste problematiche, anche se, a quanto pare, la stragrande maggioranza di americani non capisce l’utilità di questi nuovi servizi che integrano le funzionalità dei dispositivi mobili.
D’altronde, in Italia, com’è risaputo, quando si parla di cellulari non ci facciamo mettere i piedi in testa da nessuno e chissà che non se ne cominci a parlare anche qui da noi…