Quest’oggi. a Roma, presso il centro Roma-Eventi, si è tenuto il seminario organizzato da Digital PR, Il nuovo potere dei consumatori sul web. Non avendo potuto partecipare direttamente all’evento, mi sono tenuto comunque aggiornato seguendo il Live Blogging presente su Business & Blog, il blog ufficiale di Digital PR.
All’evento hanno preso parte grandi nomi di aziende nostrane (vedi Pirelli, Telecom Italia, L’Oréal, Microsoft, ecc.) e gli argomenti trattati sono stati molteplici.
Come dicevo, grazie all’eccezionale servizio di Live Blogging di Vincenzo Cosenza (Digital PR) chiunque ha avuto la possibilità non solo di seguire, ma anche di participare attivamente all’evento, intervenendo, quando possibile, con domande ai relatori. Gli spettatori sono stati numenrosi e la conversazione vivace, se pur nei limiti imposti dal canale utilizzato. C’è stato persino chi, anticipando tutti, ha postato in diretta, espandendo ulterirmente lo scenario, tra reale e digitale, entro il quale aveva luogo il dibattito.
Con il rammarico di non aver potuto prender parte all’evento, mi complimento comunque con l’organizzazione, che ha fatto veramente un eccellente lavoro. Resto in attesa di vedere pubblicata l’annuale ricerca sulle comunità online condotto da Digital PR, che è stata presentata durante il seminario da Paolo Guadagni (Presidente e AD di Digital PR) e di osservare le varie conversazioni che seguiranno a commento della giornata.
Per chiunque fosse interessato ad una cronaca in differita, qui trovate archiviato Live Blogging dell’evento.
Di seguito vi riporto una chicca condivisa di recente tra colleghi in ufficio.
L’autore è anonimo - o, almeno, io non lo conosco, e nel caso capiti da queste parti si faccia pure riconoscere, il pezzo è a dir poco favoloso!

Da: La Recherche S.A.
A: Editions Du Peuple
–> c.c: Monsieur Charles Perrault
Caro Monsieur Perrault: le alleghiamo in copia i risultati della ricerca di mercato commissionata dalla Sua Casa Editrice Editions Du Peuple sul prodotto: “Cappuccetto Rosso” .
Cordali saluti.
La Recherche S.A.
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RICERCA DI MERCATO SU “CAPPUCCETTO ROSSO”
—– Il prodotto.
Il prodotto è una racconto la cui protagonista - una bambina vestita di una mantellina rossa - va a portare una torta alla nonna attraverso un bosco. Un lupo l’attira in trappola, uccide la nonna, si sostituisce ad essa e, dopo aver ingannato la bambina, la mangia. Ma un cacciatore di passaggio uccide il lupo, col suo coltello affilato estrae nonna e bambina dalla pancia della bestia e vivono a lungo felici e contenti.
—– La metodica della ricerca
Discussione di gruppo esteso - proiettiva (focus group) su un target di responsabili d’acquisto: acquirenti di libri per bambini, educatori, direttori di biblioteche scolastiche.
Il campione era così strutturato:
età 25 - 45
2/3 donne, 1/3 uomini
2/4 genitori, 1/4 senza figli, 1/4 educatori (sacerdoti, suore e laici)
classe: medio-alta, media, medio-bassa in città > 1 milione di abitanti.
Zone: Milano, Roma
—– Le verbalizzazioni
Dalle verbalizzazioni del campione emerge immediatamente una prima area di rischio dovuta alle componenti ansiogene del racconto :
a) Il bosco e il vestito rosso destano sia ansie che critiche funzionali:
(Papà, Roma) “Ma a ’sta mamma che je dice la capoccia? Ner bosco? Maccome se fa? Se vede che a la fijia nun je vole bbene…”
(Mamma, Milano) “Ma guarda tèe se si deve mandare una bambina da sola nel bosco. Ma, dico, si puòo?”
(Uomo, Roma) “E ppoi vestita de rosso, che manco se mimetizza”
b) La nonna che vive da sola appare essere obsoleta (”vecchia” secondo le verbalizzazioni) e, all’approfondimento dello psicologo, sembra scatenare sensi di colpa sommersi, chiaramente proiettivi, specie nelle mamme, :
(Uomo, Milano) “La nonna è vecchia, ormai si preferiscono le fotomodelle, le donne giovani, moderne, in carriera…”
(Donna, Roma) “Pora vecchietta, vive da sola … quei trucidi dei genitori d’a'a regazzina l’hanno abbandonata…”
c) Il lupo sembra essere il principale fattore ansiogeno del racconto
(Mamma, Roma) “Ma che fa ‘o scrittore? Perché ce mette er lupo? Io se fossi lui er lupo nun ce ‘o metterebbe… me se spaventeno li regazzini…”
(Mamma, Milano): “Guardi … secondo mèe la scelta del lupo è sbagliata, il lupo è un animale protetto, ha valenze ecologiche, simboliche… donne che corrono con i lupi … dovrebbe esere il cacciatore a uccidere la nonna, è più logico…”
(Sacerdote, Milano) “Il lupo rappresenta un chiaro caso di cannibalismo rituale… Perché deve mangiare la nonna? Non basterebbe che la uccidesse e la nascondesse sotto il letto?”
(Educatore, Roma) ” E poi, diciamolo, è una metafora trasparente del rischio pedofilo … Io non ce lo vedrei … se fossi lo scrittore, magari metterei una figura più tranquillizzante, positiva… Che so, un cavaliere in armatura, un vigile urbano…”
b) Altri pesanti interrogativi sorgono sulla figura del cacciatore:
(Mamma, Milano) “Il fucile è pericolo, è un oggetto che spara, che fa del male …e anche il coltellaccio affilato… i coltelli tagliano … io lo toglierei.”
(Sacerdote) “Il cacciatore è un chiaro simbolo sessuale. In un racconto destinato all’infanzia non metterei personaggi che possano turbare le menti indifese dei fanciulli”. (Mamma, Milano) E poi i cacciatori sono così demodé… oggi ci vogliono valenze ecologiche, si fa jogging, si mangia bio …”
(Uomo, Roma) “Ma questo gira cor fucile? Semo sicuri che er racconto se svorge durante ‘a stagione d’a'a caccia? Nun è ‘n cacciatore, è ‘n bracconiere, la caccia ar lupo è proibbita, e ‘nfatti a mmì fratello che sta ar paese je se magneno tutte ‘e pecore, st’impuniti… Tanto er governo se ne frega…”
—– Conclusioni
I gruppi intervistati sembrano salvare il racconto per le sue valenze di fiaba, di viaggio iniziatico, di storia la cui protagonista è una bambina che ha tanto affetto per la nonna da portarle un dolce, mentre sembrano respingerne in blocco le componenti più ansiogene e datate.
—– Raccomandazioni
In particolare, proprio alla luce di questi risultati, ci sentiremmo di fare alcune raccomandazioni:
a) Correggere il bosco e il colore rosso della mantellina, che emergono, dalle dichiarazioni degli intervistati, come elementi essenzialmente ansiogeni
b) Eliminare o per lo meno trasporre in positivo il lupo, simbolo eccessivamente carico di connotazioni negative.
c) Correggere la figura della nonna, eliminando tutto quello che può dare un tono polveroso e datato al racconto (l’età, la capanna nel bosco…)
d) Correggere in positivo la figura del cacciatore.
—– Suggerimenti operativi:
Scrivere racconti non è il nostro mestiere, il nostro compito è solo quello di raccogliere e organizzare i dati, ma ci permettiamo di proporvi alcune correzioni, nella speranza che possano risultare utili ai fini migliorativi:
Il setting campagna-bosco, ancorché apprezzato per le sue valenze ecologiche, viene giudicato un po’ obsoleto. Vedremmo favorevolmente una bambina (vestita di verde, colore più ecologico e meno ansiogeno) che si aggira (magari su pattini a rotelle) in una bella città moderna e vivace, senza pericoli. Non ha un cestino, ma uno zainetto contenente un cake di produzione industriale, naturalmente biologico. A un certo punto teme di essersi perduta: chiede la strada a un cortese vigile urbano, che la accompagna, assieme a una bionda collega, (che elimina qualsiasi sospetto di pedofilia) dalla nonna, una ex fotomodella agile e in gran forma che vive in una moderna e ridente casa di riposo, circondata da infermiere gentili. Il cacciatore, infine, potrebbe essere un jogger, così è più credibile il fatto che passi di lì per caso.
Ci rendiamo conto che nei cambiamenti proposti è insito il rischio di attenuare un po’ l’impatto del racconto originale, ma siamo ragionevolmente convinti che Monsieur Perrault, con questi nuovi elementi e con la sua grande abilità creativa, riuscirà a costruire un racconto dello stesso impatto emotivo del primo.
Cordiali saluti
La Recherche S.A.
PS. Dedicato a tutti quelli che credono ai focus group e nelle favole ovviamente…