Promotrice dell’iniziativa, l’agenzia di Public Affairs Reti, che ha ospitato l’evento sulla splendida terrazza di Palazzo Grazioli. Tra i protagonisti di un dibattito, che voleva comunque essere aperto al pubblico: Pierluigi Dal Pino (Direttore Rapporti Istituzionali Sud Europa Microsoft), Donatella Della Ratta (Special Assistant to the Ceo Creative Commons), Massimo Micucci (Presidente Reti SpA), Marco Pancini (Responsabile Relazioni Istituzionali Google) e, in veste di coordinatore, Raffaele Barberio, (Direttore di Key4biz).
Dal titolo si può facilmente intuire quali sarebbero dovuti essere i temi dell’incontro, e quindi: lo “strumento” (o “modello” come suggeriva nel suo intervento Pierluigi Dal Pino) creative commons e, più in generale, le implicazioni che, dai principi ispiratori di questo movimento, possono derivare per lo sviluppo di un economia basata su una condivisione più “democratica” della conoscenza.
Si trattava quindi di argomenti particolarmente complessi, per i quali le due ore previste per il dibattito risultavano decisamente scarsine. Specialmente se, come era naturale accadesse, si sono inseriti nella conversazione aperta al pubblico anche atri temi direttamente legati al progetto CC, come quelli relativi all’iniziativa The Internet Bill of Rights per esempio. E se ne sarebbero potuti inserire tanti altri, come il dibattito sulla proprietà dei dati personali online, discusso all’interno del progetto Data Portability o ancora, per citarne un altro, quello relativo alla campagna Net Neutrality.
Insomma, credo di non essere il solo ad auspicare un generoso “bis” da parte di Reti, che come network aperto alla condivisione di interessi e relazioni, sembra voler sposare questi temi, dei quali, purtroppo, si parla ancora poco in Italia. Pertanto, se le lobby fanno parte di quel complesso processo decisionale volto alla condivisione di responsabilità, perché non far seguire a questo primo incontro un workshop, un barcamp o qualcosa del genere, per fare in modo che il/i dibattito/i si apra/no ad un audience più ampia? Chissà…
Nel frattempo, concludo facendo notare a chi, come me, si interessa dell’agguerritissimo scontro in corso tra titani del web (vedi su tutti Google, Microsoft, Apple, Yahoo!, ecc.), che ieri Marco Pancini, citando il celebre libro di Jonathan Zittrain, The Furure of the Internet, non si è lasciato sfuggire l’occasione di tirare una sottile stoccata alla rivale Apple, che recentemente ha confermato il suo approccio “chiuso” e “proprietario” all’innovazione online con le release di me.com, iPhone, l’imminente aggiornamento di iTunes, ecc.
Ancora una cosa, semmai si dovessero ripresentare nuove occasioni di confronto sul tema, cerchiamo di evitare una certa rincorsa al “CC-washing” (da “green-washing”, non so se mi spiego…), che potrebbe stonare rispetto alla genuinità dell’atmosfera che si respirava ieri in platea…
Concludo, questa volta sul serio, rinnovando i miei complimenti a Reti per la bella iniziativa. Grazie ancora per l’ospitalità!
Se siete rimasti conquistati dalla sfrontata loquacità di Nick Naylor, protagonista della celeberrima pellicola “Thank You For Smoking”, allora vi potrebbe interessare il “Dossier Lobbing” che, giorno dopo giorno, si arricchisce di nuovi contributi su Sherpa TV.
Apro una breve parentesi. Per chiunque non avesse mai sentito parlare di Sherpa, si tratta di un brillante progetto editoriale avviatosi sotto la guida di Claudio Velardi circa un anno fa, e che vede la creazione di una web TV dedicata al mondo della Politica e delle Istituzioni nostrane. Per saperne di più potete fiondarvi qui.
Personalmente, sono rimasto conquistato dall’idea e dal modo un cui questa è stata portata avanti. Eccellenti i contenuti: la sezione “Agenda Istituzionale”, ad esempio, offre una preziosissima rassegna quotidiana di appuntamenti da non perdere legati al mondo politico-istituzionale. Ottima la grafica: elegante, senza fronzoli e con un tocco British, che non guasta mai. Navigabilità discreta. Vediamo come si evolverà man mano che le sezioni e la mole di contenuti si moltiplicheranno. Per quanto riguarda le funzionalità partecipative associate alla fruizione dei contenuti online, ancora non ci siamo proprio, ma è probabile che prossimamente verranno introdotti alcuni tools per favorire l’interazione tra redazione e utenti.
Chissà, forse, in un futuro non troppo lontano, ci potremmo aspettare l’affiancamento al portale informativo, di una blindatissima piattaforma per il social networking, al servizio della riservata community dei portatori d’interesse. Proviamo ad immaginarci una social network che integri due realtà apparentemente distanti l’una dall’altra, come quella di Welcom (il social network ufficiale del World Economic Forum) e di The Point (una piattaforma collaborativi per grassroot campaigning). E poi, in uno scenario legislativo europeo e in un economia oramai globalizzata, perché limitarsi ai confini nazionali? Chissà…
Chiusa la parentesi, nel frattempo ci possiamo consolare seguendo lo speciale sul secondo (o terzo, non ricordo mai di preciso se è stato inventato prima l’uovo o la gallina…) mestiere più antico del mondo, quello cioè del lobbista.
Il servizio affronta alcuni temi d’attualità relativi all’attività di Public Affairs; sforzandosi di fornire una definizione più al passo coi tempi di “Lobbista”, e chiedendo ad un gruppo di specialisti come si augurano che lo stato intervenga per regolamentare il settore.
Probabilmente sono proprio le interviste a farla da padrone, conquistando l’attenzione dello spettatore, che può, così, togliersi lo sfizio di vedere in faccia quei loschi figuri, che si aggirano per le anticamere di palazzo a chiedere favori personali ai potenti di turno. Un’eccellente occasione per togliersi qualche curiosità e rendersi finalmente conto che il lobbista non è niente di tutto questo.
Insomma, la tentazione di dipingere a tinte fosche un ambiente, che certo non và a cercarsi le luci dei riflettori mediatici, è comprensibile (vedi un articolo pubblicato su La Repubblica qualche tempo fa e la risposta che ne è seguita), ma le lobby moderne sono ben altro. Il settore si è oramai professionalizzato e i rappresentanti d’interessi particolari giocano un ruolo di fondamentale importanza nell’arena del confronto democratico. I responsabili delle relazioni istituzionali di grandi e piccole aziende, così come gli emissari d’agenzie specializzate, informano il decisore pubblico sulle questioni dibattute, evidenziando gli interessi in ballo. Certo, personaggi discutibili, che millantano contatti e mandati inesistenti c’è ne sono, ed è probabile che continueranno ad esserci, ma questi sembrano operare ai margini di una comunità che punta sui principi di trasparenza e correttezza per misurare la legittimità dei suoi membri.
Oltre alle interviste, è possibile trovare una raccolta di documenti più o meno aggiornati che descrivono una situazione del settore in continua evoluzione, sia a livello nazionale, che internazionale.
Nella blogosfera c’è anche chi si è lamentato per una presunta imparzialità nel trattare il tema – Sherpa TV fa parte della galassia Reti, società leader del settore Public Affairs in Italia – e per qualche imprecisione nel citare alcuni dati di mercato.
Insomma, a tutti gli interessati, consiglio di consultare il Dossier Lobby di Sherpa TV e, già che ci siete, anche i recenti speciali usciti su L’Espresso e su Il Sole 24 Ore, per condividere qui, o in altre piazze virtuali, commenti e impressioni.
PS. peccato che non sia prevista la sottoscrizione ad un RSS dedicato, per seguire gli aggiornamenti di uno dossier che diventa giorno dopo giorno sempre più interessante.
PS2. Nella speranza che i colleghi blogger di FB non me ne vogliano, mi sono permesso di approfittare del loro db per gli articoli su citati. In caso contrario provvederò al più presto a rimuovere gli hyperlink non autorizzati.