I grandi Brands si danno alla politica…
I fragori dell’interminabile campagna presidenziale negli Stati Uniti monopolizzano l’attenzione di milioni di americani, un audience composto da elettori, che però non devono mai dimenticarsi di essere, prima di tutto, “consumatori”: un gigantesco mercato che non può permettersi troppe distrazioni legate al dibattito politico in corso, perdendo temporaneamente di vista la natura prettamente consumistica sulla quale si fonda la loro “Democrazia”.
E’ così che Unilever per sostenere uno dei suoi prodotti di punta, lo spray alla margarina I Can’t Believe It’s Not Butter, ha prodotto ben 4 episodi speciali della webseries Spraychel, online sul microsite dedicato VoteSpraychel.com, con tanto di facebook group.
Universal, invece, in occasione degli Emmy award, si è cimentata con un altro microsite, Nominate08.tv, sul quale è possibile esercitare il proprio diritto di voto eleggendo la serie televisiva preferita (lo ammetto, non ho resistito e, anche se il voto dovrebbe rimanere segreto, vi confesso il mio endorsment per Heroes…).
Sulla stessa scia, un’altra grande azienda americana produttrice di drink analcolici, la Jones Soda Co., ha introdotto tre nuove varianti, una per ciascuno dei candidati in corsa (ovviamente prima che le primarie democratiche si chiudessero). Sul sito CampaignCola2008 è possibile far partire gli ordinativi..
Sarà perché, mai come in queste elezioni, l’opinione pubblica sembra essersi mobilitata, facendosi coinvolgere nell’arena politca, oppure perché tra i candidati si respira “un’aria di cambiamento” (un toccasana per le mega-corporations americane…), certo è che molti grandi Brand sono scesi in campo, a loro rischio e pericolo, per trarne vantaggio.
Continuando, AT&T avrà avuto più o meno la stessa idea, quando ha chiesto ad un gruppo di adolescenti di raccontare queste elezioni avvalendosi dei nuovissimi dispositivi mobili Samsung BlackJack II.
La campagna, che si dirama in rete a partire dal sito web RockTheVote, ha come obiettivo quello di pubblicizzare l’uso degli MMS tra gli adolescenti americani, associandosi ad una possibile case history di successo (un po’ come era partito l’esperimento iReport della CNN nel 2004, oggi tramutatosi in un portale informativo che completa l’offerta del gruppo indirizzata ai più giovani).
Insomma, se ne volete sapere di più sul fenomeno, date un occhio a questo articolo apparso qualche tempo fa su AdWeek.



